Quarant’anni, moscovita, Konstantin Bogomolov è tra le voci più lucide della scena contemporanea russa, connotato da uno stile irriverente, provocatorio e contemporaneo. È lui il regista scelto da Emilia Romagna Teatro, nel quadro delle produzioni celebrative dei 40 anni di ERT, per firmare un nuovo allestimento di Delitto e castigo, testo cruciale di Fëdor Dostoevskij. Non nuovo ad adattamenti teatrali di Dostoevskij – I fratelli Karamazov e L’idiota sono suoi precedenti lavori – Bogomolov affronta Delitto e castigo allontanandosi dalle influenze formali di ambientazione russa, e da tutto ciò che storicamente, religiosamente e politicamente questa adesione comporterebbe.

Alla domanda “Cosa significa portare in scena oggi un romanzo come Delitto e castigo?”, Bogomolov risponde: “Significa innanzitutto cercare il modo di rapportarsi a un materiale fortemente arcaico. Scoprire come padroneggiare l’inattualità del tema trattato. Le domande che ci si poneva nel XIX secolo non sono più formulate oggi con lo stesso pungente impulso di trovare una risposta. Il dubbio se sia giusto o meno uccidere non è più un argomento così attuale; ciò probabilmente dipende dal modo in cui la nostra società si è evoluta e si sta evolvendo. È importante quindi riuscire a dare nuova linfa a queste domande, e nuova vita all’argomento che stiamo affrontando. Al tempo stesso però ho voluto rispettare la grande ironia che caratterizza le opere di Dostoevskij, anche se nel romanzo in questione è quasi assente. Bisogna ricordare, tra l’altro, che si è creata una vastissima mitologia a partire da questo romanzo: sono molte le interpretazioni che se ne sono fatte. In tal senso posso dire che il dialogo che noi intraprendiamo qui non è solo un dialogo con l’autore e con il romanzo, ma con la sua mitologia e con tutte le numerose versioni e differenti letture che gravitano attorno a Delitto e castigo.”
Il testo dell’autore russo è stato riadattato (non riscritto ma tagliato e ricomposto) dallo stesso regista che attualizza la vicenda, a partire dal protagonista, Raskol’nikov, qui un immigrato africano, indolente e privo di qualsiasi ideologia, che si rende colpevole di omicidio uccidendo una donna bianca e sua figlia…  La sorella di Raskol’nikov fa la governante in una famiglia molto agiata, una prostituta cerca di persuadere Raskol’nikov a convertirsi al cristianesimo, un poliziotto che è un appassionato lettore di Nietzsche, il pubblico ministero Porfirij Petrovič, malato di cancro, che  si innamora  di Raskol’nikov
Bogomolov, dirige un eccezionale gruppo di attori italiani: Anna Amadori, Marco Cacciola, Diana Höbel, Margherita Laterza, Leonardo Lidi, Paolo Musio, Renata Palminiello ed Enzo Vetrano. Ancora una volta quindi, un regista straniero dirige un cast tutto italiano,come già sperimentato da Emilia Romagna Teatro Fondazione in altre produzioni (Anna Karenina Eimuntas Nekrošius, Le signorine di Wilko Alvis Hermanis, Memorie di un pazzo e La tartaruga Levan Tsuladze).

Dopo il debutto al Teatro Storchi di Modena, dove lo spettacolo resterà in scena fino al 22 maggio, Delitto e Castigo andrà in scena all’Arena del Sole di Bologna, dal 24 al 28 maggio per poi riprendere la tournée nella stagione 2017-2018.

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