MA è un lavoro ispirato alla figura della madre nell’opera di Pier Paolo Pasolini. Partendo dalla prima sillaba della parola Mamma, Antonio Latella ci guida in un percorso all’interno dell’opera di uno dei massimi poeti del ‘900, seguendo un filo conduttore che ha al suo centro quella forza generatrice e procreatrice di parole come di uomini, di pensiero come di gesti artistici. «Attraverso le parole, le immagini – afferma Latella – il nostro tentativo è quello di tracciare una possibile unica madre, con quel MA necessario a mettere un dubbio: madre sì, ma…».

Note di Regia

In tutte le sue vittorie e sconfitte accanto all’uomo Pier Paolo Pasolini, c’è sempre la madre. Nel suo cinema la madre diventa uno dei perni attorno  a cui tutto ruota.
Sguardi e sorrisi spezzati delle madri scelte come icone assolute di un’Italia che sa che tutto sarà irrecuperabile. Quegli sguardi potenti e violentati da un dolore ancestrale.  Tutta  la sua letteratura e il suo teatro sono pervasi dalla presenza di quella madre che lo ha accompagnato nella fuga dalla banalità coatta del vivere quotidiano.Sarà proprio la madre del Poeta la Maria straziata dal dolore sotto la croce di Gesù, nel film Il Vangelo secondo Matteo.

Ma ogni volta la MA diventa altro.
Per una madre che piange un figlio, un Gesù dei poveri, un operaio, un pittore,  un poeta, un re Edipo, per una città che accoglie i reietti, per un paese che scaccia gli intellettuali, per una nazione troppo cattolica per non essere ipocritamente di destra fino in fondo, tutto è madre e si fa madre. Attraverso le parole, le immagini,  il nostro tentativo  è quello di tracciare  una possibile unica madre,  con quel MA necessario a mettere un dubbio: madre sì, ma….

 Antonio Latella

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