Partendo dagli avvenimenti della Guerra del Pacifico, MAR è una allegoria poetica della perdita del litorale e, da allora, la assenza-presenza “di un mare” nell’ immaginario, nelle aspirazioni, nel saldo di una debito storico e il carattere metaforico che questa perdita assume per ogni uno dei boliviani.
Dalla storia simbolica di tre fratelli e la loro madre, lo spettacolo riflette sulla necessitá e la ricerca di “un mare”, metafora di un nuovo orizzonte piú ampio, della speranza di uscire dal confinamento, della recuperazione del “perduto”, dello sprofondare nello sconociuto. MAR è una produzione del Teatro de Los Andes in collaborazione con Regista e Drammaturgo argentino residente in Ecuador, Arístides Vargas, e il gruppo ecuadoriano Malayerba.

MAR racconta la storia di tre fratelli (Juana, Miguel e Segundo) che decidono di intraprendere un viaggio per compiere un ultimo desiderio della loro madre moribonda: essere abbandonata nelle onde del mare, a lei sconosciuto.

I fratelli partono caricando la madre legata a una porta della casa. Durante il viaggio c’è tensione fra di loro, a causa delle differenti relazioni che vivono con la madre moribonda. Quando bussano alla porta, questa si apre, misteriosamente, e appaiono differenti personaggi: un vecchio colonnello patetico e sua moglie, tre “signorini” boliviani che si infiammano euforicamente con proposte rivendivative per sprofondare súbito dopo nel tedio e  nella noia, una giovane che cerca un ¨mare¨e suo padre le suggerisce assumere la frustazione di non tenerlo, il fantasma di un fisarmonicista morto che vaga per il deserto e incontra altri fantasmi di personaggi morti nella guerra del Pacifico.

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