Questi atti unici esaltano i classici temi pinteriani: l’assurdo, la fallacia della memoria, l’indefinitezza della dimensione spazio-temporale, lo straniamento dell’individuo. Sul palco, il vissuto della sofferenza psichiatrica degli attori di Arte e Salute si riversa nei personaggi come una linfa vitale: «problematica, dolorosa, rischiosa, ma – afferma Garella – pronta a trasformarsi in pura gioia estetica e in rappresentazione immediata della realtà».

La messa in scena degli atti unici di Pinter nasce dal lavoro di Nanni Garella con gli attori-pazienti psichiatrici di Arte e Salute onlus, associazione il cui scopo è di coniugare il lavoro artistico con il lavoro nel campo della salute mentale. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Regione Emilia- Romagna e il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna e sviluppatosi con la residenza della compagnia di pazienti psichiatrici all’Arena del Sole, ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali un Premio Ubu, un Premio Hystrio e un Premio della Critica.
Harold Pinter, Premio Nobel per la letteratura nel 2005, è stato uno degli autori contemporanei che meglio hanno saputo rappresentare la condizione delle persone emarginate, malate, sofferenti e non è quindi un caso che Nanni Garella abbia lavorato più volte su suoi testi con gli attori di Arte e salute, una realtà artistica nata nell’ambito dell’esclusione sociale.
L’approccio di questi attori, provenienti da condizioni di difficoltà e sofferenza, fornisce alla poetica di Pinter una sponda ideale. Una specie d’Alaska, La stanza, Una serata fuori: del grande drammaturgo britannico Garella ha scelto questi tre atti unici che esaltano i classici temi pinteriani: l’assurdo, la fallacia della memoria che si intreccia ai sogni, l’indefinitezza della dimensione spazio-temporale, lo straniamento dell’individuo.

In Una specie d’Alaska (1982), la protagonista si risveglia in una camera che non conosce. C’è lì un uomo che l’accusa di aver dormito per tanto tempo. E una donna, che le si presenta come sua sorella Pauline. Dove sono i suoi genitori? La protagonista ricostruisce la sua vita, con fatica.
Opera d’esordio assoluto di Pinter, La stanza (1957) rappresenta un tranquillo pomeriggio a casa dei signori Bert e Rose Hudd: il tè, le chiacchiere di Rose, la rivista preferita di Bert, una stanza calda e accogliente. Tutto va bene. Ma allora perché il padrone di casa chiede con tanta insistenza a Bert se sta per uscire? E come mai il signor Sands è così interessato a vedere questa stanza? Insomma: chi c’è nel seminterrato del palazzo? Rose Hudd: una placida casalinga piccolo borghese, o cos’altro?
È Albert Stockes, coccolato figlio unico di una madre vedova e possessiva, il protagonista di Una serata fuori (1959). Albert è invitato con altri suoi colleghi di lavoro a un ricevimento a casa del suo capoufficio. Non può esimersi, anche se avrebbe preferito restare a casa con la mamma premurosa. Un suo collega alla festa gli ha preparato un brutto scherzo. Non resta che tornare a casa. Dopo una serata del genere, cosa c’è di meglio dello stufato di bue della mamma?

Comprimi/Espandi