In un podere a Castello di Serravalle, Comune di Valsamoggia, dal 1989 Paola Berselli e Stefano Pasquini coltivano la terra, curano gli animali, cucinano e fanno teatro come Teatro delle Ariette. «Per noi il teatro è un rito – ha recentemente dichiarato Pasquini in un’intervista per recensito.net – nel senso che non lo intendiamo come un oggetto da consumare, un prodotto, ma è qualcosa che appartiene a una comunità, che è di tutti. Qualcosa di cui una comunità ha bisogno per riflettere su se stessa…».

Sul tetto del mondo nasce per condividere uno sguardo, quello di due spaventapasseri che salgono fino alla cima del colle più alto della valle, si tengono per mano, stanno in silenzio e guardano lontano. Da questo sguardo, che non può essere spiegato con le parole, nasce lo spettacolo: al centro dello spazio scenico un pentolone dove si fa la polenta, un tavolo grande e basso per condividerla e sul fondo un piccolo schermo, come una finestra, dove si vede il tempo che passa. Fragili come ogni altro spaventapasseri, i due spaventapasseri durano il tempo di un raccolto per poi tornare a essere paglia, legno e vestiti vecchi. Portano il mistero dei gesti e delle parole che raccontano il tempo della vita come se fosse un teatro delle utopie e delle passioni, il sogno di due spaventapasseri.

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