È stato quindici anni fa che per la prima volta, quasi per caso, in una libreria di Zagabria ho scoperto un piccolo libro di Roberto Bolaño. Era il “Notturno cileno”, un racconto completamente folle che parla del viaggio di un giovane monaco attraverso il Paese e dei suoi incontri con i più disparati membri della società, dagli eremiti fino alla nobiltà. Il giovane e affascinante eroe è una sorta di Don Chisciotte contemporaneo, nonché un perfetto conoscitore della letteratura ispanica.

Subito dopo ho letto il romanzo “I detective selvaggi”, che ha fatto crescere la mia passione per la scrittura imprevedibile di Bolaño; amore che avevo quasi dimenticato in giovinezza, negli anni in cui scoprivo entusiasticamente Dostoevskij, Proust, o più tardi Hervé Guibert. “I detective selvaggi” ha una trama fortemente elettrizzante. Lo stile unico del romanzo si colloca fra l’estrema semplicità e il raffinato stile alla Wittgenstein. Giovani anarchici, poeti, membri di vari movimenti avanguardisti pronti a morire per l’arte e per la bellezza, piloti, bellissime ragazze e i loro insoliti amanti, questi sono i suoi eroi. Il romanzo è inoltre un viaggio avventuroso nella letteratura dell’America del Sud. In seguito ho letteralmente divorato i romanzi di Bolaño in tutte le lingue, fino ad arrivare a “2666”.

La passione infuocata che nutro per questo romanzo è condivisa da tutti i suoi lettori nel mondo, tra i quali spicca Patti Smith. I critici letterari mettono a paragone l’importanza di “2666” con l’influenza sovversiva provocata da “Ulisse” di Joyce nei primi anni del Ventesimo secolo. A me piacerebbe accostarlo al coraggio sovraumano del “Moby Dick” di Melville e all’attrattiva sensuale delle pagine di Proust.
Perché ho deciso di portare in scena questi romanzi, anche se sembra una missione impossibile? Fin dall’inizio non è stato immaginato un adattamento drammaturgico tradizionale.

Ci siamo ispirati al modo in cui Julian Beck e il Living Theatre usavano approcciarsi al materiale letterario. Dopo aver letto attentamente i romanzi di Bolano, partendo dal pensiero di Mallarmè sull’azzardo, ogni attore ha ricevuto una parte di materiale e l’ha presentato in maniera personale. Bolaño gioca intelligentemente con diversi generi: il romanzo investigativo, il melodramma, il thriller politico, il dramma famigliare fino ad arrivare al grottesco e al fantastico.

Il teatro, per come lo affrontiamo noi, presenta diversi stili e approcci, provenienti dalla letteratura, dalla musica, dal cabaret e dai film. L’universo di Bolaño ci serve come palcoscenico del mondo per unire teatro e performance.

 

Ivica Buljan

 

Nello spettacolo Universo Bolaño sono presenti scene di nudo integrale: si consiglia la visione ad un pubblico adulto

Vengono inoltre utilizzate luci stroboscopiche

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