10 novembre 
Totò e Vicè
di Franco Scaldati
regia e interpretazione ENZO VETRANO e STEFANO RANDISI

Di questo straordinario spettacolo, Rodolfo Di Giammarco ha scritto su la Repubblica: «Il teatro, il vero teatro, il teatro che ti toglie il fiato con un nulla, il teatro che ti sfugge di mano e intanto però ti insegna il mistero dell’amore, il teatro che ti sembra logoro ed effimero e che al contrario ti riempie l’anima fino alla commozione più grata. Questo teatro l’abbiamo conosciuto come un miraggio in una notte in cui sono spuntati Enzo Vetrano e Stefano Randisi a dire con disorientata bellezza le battute umanissime di Totò e Vicé

 

16 dicembre
La principessa Sissi
musical di Corrado Abbati
su musiche di Alessandro Nidi
regia CORRADO ABBATI
coreografie Cristina Calisi
con Cristina Calisi, Matteo Borghi, Lucia Antinori, Luca Mazzamurro, Corrado Abbati, Antonella Degasperi, Antonietta Manfredi, Lorenzo Di Girolamo, Fabrizio Macciantelli, Claudio Ferretti, Francesco Bertoni, Riccardo Dall’Aglio, Greta Moschini, Davide Cervato, Giorgia Aluzzi
produzione InScena / Compagnia Corrado Abbati

Il tradizionale appuntamento che il Teatro Dadà riserva all’Operetta, è affidato alla sapienza di Corrado Abbati e della sua Compagnia.
La vicenda di Elisabetta detta Sissi, che a soli sedici anni va in sposa all’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, ha tutti i caratteri della favola a lieto fine, pur essendo un fatto storico documentato.
Sissi è diventata uno dei personaggi ancora oggi più famosi ed amati; attorno alla sua figura è nata una leggenda romantica che si è concretizzata in un grande seguito popolare rinverdito anche dalle tante serie televisive e dai celebri film
interpretati da Romy Schneider. Ancora oggi La principessa Sissi è uno spettacolo in cui storia, mito e sentimento si fondono, adatto a un pubblico di ogni età.
Nello spettacolo della Compagnia Corrado Abbati, l’ambientazione, lo sfarzo, gli amori e gli intrighi della vicenda si fanno sede ideale per un moderno affresco con grandi quadri d’insieme, balli di corte e atmosfere da “capodanno a Vienna”, che si srotolano davanti al pubblico come una pellicola ricca di musica, di danza, di buonumore, che va ben oltre il sapore edulcorato della fiaba. Ne esce infatti una grande e fastosa rappresentazione della società imperiale grazie anche alla nuova messa in scena, frutto di un notevole sforzo produttivo. Lo sfarzo dei costumi, l’eleganza delle scene e la cura dei particolari caratterizzano da sempre il lavoro della Compagnia diretta da Corrado Abbati.

 

26 gennaio
Casa di bambola
di Henrik Ibsen
adattamento e regia ROBERTO VALERIO
con Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Michele Nani, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo, Debora Pino
produzione Associazione Teatrale Pistoiese – Centro di Produzione Teatrale

Partendo da una nuova rilettura di questo grande classico di fine ’800, attraverso una riscrittura e rielaborazione scenica del testo, si approda a uno spettacolo il cui centro è “il dramma nudo”, spogliato di bellurie ottocentesche e convenzioni borghesi.
Casa di bambola è un testo complesso e seducente, che restituisce molteplici e potenti suggestioni. È l’intreccio dialettico di una crisi, di una transizione, di un passaggio, di un percorso evolutivo; è il ritratto espressionista di un disperato anelito alla libertà.

 

17 febbraio
Oblivion: The Human Jukebox
gli Oblivion sono
Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli

The Human Jukebox un articolato mangianastri umano: dopo aver sintetizzato, stritolato e rimixato i classici della letteratura, gli Oblivion stravolgono la tradizione della musica italiana. In un montaggio di incroci azzardati, mash-up, parodie, duetti impossibili e canzoni strampalate, i cinque artisti coinvolgono il pubblico, chiedendo alla platea quale artista imitare. Un flusso di note e ritmi infinito, dai Ricchi e Poveri ai rapper, da Ligabue ai cori gospel, da Sanremo a X Factor: un vero e proprio “cinque contro tutti” per gli artisti bolognesi, lanciati dalla rete nel 2009 grazie al micro-musical I promessi sposi in 10 minuti. Una playlist vivente che scatena energiche risate oltre che interminabili richieste di bis. Maurizio Porro ha scritto sul Corriere della Sera: «È tra i migliori show offerti dagli Oblivion che da anni puntano alle canzoni come reagente e specchio culturale con gran voglia di spasso non sempre innocente. I cinque folli entertainer-cantanti- attori, professionismo e tempismo a cinque stelle, fra cubi alla Rubik- Mondrian, chiedono alla platea chi devono imitare, innescando un gioco di bigliettini allegro e contagioso. Inizia così un montaggio, di relazioni pericolose, incroci azzardati, scratching, utilizzando le risorse e le provviste dello spirito di osservazione: si parte con un tutto Sanremo e si prosegue coi rapper, il trio Lescano, Morandi, Queen, Bach, Ligabue, i Cetra, Mina, Zero, Al Bano con Romina versione moscovita, a spasso nel tempo, nelle mode, nelle note».

 

9 marzo
Il Misantropo
di Molière
regia e adattamento Monica Conti
con (in ordine alfabetico) Stefano Braschi, Monica Conti, Flaminia Cuzzoli, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Antonio Giuseppe Peligra, Nicola Stravalaci, Roberto Trifirò
produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale

Il Misantropo, opera in cinque atti di Molière, è stato oggetto di numerose riscritture, interpretazioni e rappresentazioni. La versione qui proposta da Monica Conti rappresenta il quarto incontro della regista con Molière, dopo Medico per forza, Dispetto d’amore e Le Intellettuali. Il Misantropo è l’evoluzione di una trilogia sulle grandi drammaturgie, che ha visto la luce con L’Uomo, la bestia e la virtù di Pirandello nel 2014, a cui ha fatto seguito Le Intellettuali nel 2015. Al centro del progetto la necessità di presentare al pubblico alcuni classici “riscritti” soprattutto attraverso un grande lavoro attoriale che trasformi la parola in ‘corpo’.

 

23 marzo
Bestiale… Quel giro d’Italia!
di Maurizio Garuti
con Ivano Marescotti
accompagnato al pianoforte da Daniele Furlati
produzione Patàka Srl

Il Giro d’Italia del 1914 fu il più massacrante della storia ciclistica, con tappe di oltre 400 chilometri, che partivano di notte e si concludevano la notte successiva. Lo vinse Alfonso Calzolari, l’unico bolognese, che riuscì nell’impresa diportare la maglia rosa sotto le due torri.
Fu un ciclismo “eroico”, con i corridori sottoposti a fatiche inenarrabili, a specchio di un’Italia contadina e bracciantile che in quella corsa trovò gli interpreti della propria condizione di vita alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.
Ivano Marescotti, accompagnato al pianoforte da Daniele Furlati, dà vita a una interpretazione esilarante, nostalgica e allo stesso tempo drammatica di questa odissea e dei suoi protagonisti.

 

7 aprile
Il berretto a sonagli
di Luigi Pirandello
adattamento e regia VATER MALOSTI
con Roberta Caronia, Valter Malosti, Paola Pace, Vito Di Bella, Paolo Giangrasso, Cristina Arnone, Federica Quartana
produzione Teatro di Dioniso con il sostegno di Sistema Teatro Torino 

Il berretto a sonagli di Pirandello nasce come testo dialettale, “’A birrittaccu ‘i ciancianeddi”, per Angelo Musco, attore comico di grande successo. Il testo in dialetto recitato da Musco non fu mai pubblicato, a differenza di quanto avvenne con “Liolà”. La prima redazione de “Il berretto a sonagli”, ritrovata nel 1965 e pubblicata soltanto nel 1988, costituisce oggi un‘mare linguistico’ in cui immergere il testo in italiano, oltre che prezioso cortocircuito dal punto di vista dei contenuti. Valter Malosti sceglie questo testo per accostarsi per la prima volta alla drammaturgia di Pirandello.

 

In abbonamento in scena al Teatro Storchi di Modena 
4 febbraio
La classe operaia va in paradiso
dall’omonimo film di Elio Petri (sceneggiatura Elio Petri e Ugo Pirro)
drammaturgia Paolo Di Paolo
regia CLAUDIO LONGHI
con Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia (resto del cast in via di definizione)

Alla sua uscita nel 1971, La classe operaia va in paradiso di Elio Petri innescò un duro dibattito nella sinistra, mettendone in discussione la capacità di rappresentare il proletariato. Costruito a partire dai materiali di sceneggiatura di Petri e Pirro lo spettacolo parte dallo sguardo eterodosso e straniante del film di Petri per provare a riflettere sulla recente storia del nostro Paese.

 

In abbonamento in scena all’Arena del Sole di Bologna
18 marzo
Il nome della rosa
versione teatrale di Stefano Massini (© 2015)
regia e adattamento Leo Muscato
con (in o. a.) Eugenio Allegri, Giovanni Anzaldo, Giulio Baraldi, Renato Carpentieri, Luigi Diberti, Marco Gobetti, Luca Lazzareschi, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Alfonso Postiglione, Arianna Primavera,
Franco Ravera, Marco Zannoni
produzione Teatro Stabile di Genova, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Un omaggio al grande intellettuale, bolognese d’adozione scomparso nel 2016, del cui celebre romanzo, tradotto in 47 lingue e vincitore del Premio Strega nel 1981, viene realizzata per la prima volta una versione teatrale. La firma Stefano Massini, tra i più apprezzati autori teatrali italiani, e la dirige Leo Muscato, alle prese con un cast importante di tredici interpreti. Sul finire del XIV secolo, in un momento culminante della lotta tra Chiesa e Impero, si dipana un racconto dal ritmo serrato in cui l’azione principale sembra essere la risoluzione di un giallo.