TEATRO STORCHI


21 – 22 ottobre 

Begalut – In esilio
regia e scene LEVAN TSULADZE
ninnananna ebrea cantata da Neka Sebiskveradze
con Beso Baratashvili, Guranda Gabunia, Ana Grigolia, Barbare Dvalishvili, Ana Vasadze, Nato Kakhidze, Manana Kozakova, Nika Kuchava, Eka Nijaradze, Giorgi Kiknadze, Konstantine Roinishvili, Teona Kokrashvili, Nino Tsuladze, Giorgi Khurtsilava, Givi Chuguashvili
produzione Kote Marjanishvili State Drama Theatre

Spettacolo muto

Prosa 12 turni 3, 4
Invito a teatro turni C, D

Torna a Modena il teatro onirico e visionario di Levan Tsuladze. Mutuando tecniche e linguaggi del film muto, il regista georgiano osserva da una finestra socchiusa due grandi e felici famiglie ebree, la loro vivacità e gioia di vivere. Ma il destino lentamente altera le loro vite: inizia un periodo di declino e sconforto amaro. Una performance senza testo in cui coreografia, musica, suono, gestualità e corporeità raccontano la storia di due famiglie che si conoscono in esilio, fra gioia, humor e tragedia al tempo stesso.

 

2 – 5 novembre 
Il Libro di Giobbe
di Emanuele Aldrovandi e Pietro Babina
liberamente ispirato all’omonimo testo biblico
scene, luci e regia PIETRO BABINA
con Leonardo Capuano e Alessandro Bay Rossi, Barbara Chicchiarelli, Fabrizio Croci, Andrea Sorrentino, Giuliana Vigogna

Prosa 12 turni 1, 2, 3, 4
Invito a teatro turni A, B
Insieme a teatro

Firma questo inedito confronto con l’Antico Testamento il bolognese Pietro Babina, uno dei registi italiani più aderenti al contemporaneo, che ha contraddistinto il suo ventennale percorso – più volte premiato in Italia e all’estero – con una ricerca attenta ai linguaggi emergenti e alle nuove tecnologie. Affiancato nel lavoro di scrittura dal giovane drammaturgo Emanuele Aldrovandi, i cui testi hanno già ricevuto numerosi premi, Babina si ispira alla storia di Giobbe per trarne un racconto metafisico contemporaneo sviluppando una riflessione sulle ragioni del male e sul valore del bene, sulle distribuzione di ingiustizia e giustizia, sul senso dell’esistere e del non esistere. Per questo lavoro, Babina ha chiesto la collaborazione di sei attori, fra cui un interprete di riconosciuto talento come Leonardo Capuano nei panni di un Giobbe imprevedibile.

 

23 – 26 novembre 
Va pensiero
di Marco Martinelli
ideazione
Marco Martinelli e Ermanna Montanari
regia
MARCO MARTINELLI

Prosa 12 turni 1, 2, 4
Invito a teatro turni C

Una grande creazione corale, pensata e diretta da Marco Martinelli, che ne condivide l’ideazione con Ermanna Montanari. Va pensiero parla della corruzione dell’Italia di oggi in relazione alla ‘speranza’ risorgimentale inscritta nella musica di Giuseppe Verdi. Partendo dalla storia di un integerrimo vigile urbano di un paesello dell’Emilia-Romagna, si affronta il tema dell’intreccio di mafia e politica che sta avvelenando il tessuto sociale della regione. Lo spettacolo si avvale della ricerca musicale di Luigi Ceccarelli a cui si affianca un coro diretto da Stefano Nanni, che eseguirà arie dalle opere verdiane.

 

14 – 17 dicembre
L’ora di ricevimento
(banlieue)
di Stefano Massini
regia MICHELE PLACIDO
con Fabrizio Bentivoglio
e Francesco Bolo Rossini, Giordano Agrusta, Arianna Ancarani, Carolina Balucani, Rabii Brahim, Vittoria Corallo, Andrea Iarlori, Balkissa Maiga, Giulia Zeetti, Marouane Zotti
produzione Teatro Stabile dell’Umbria

Prosa 12 turni 1, 2, 3, 4
Invito a teatro turni B, D
Insieme a teatro

Scrittore e drammaturgo sensibile alle trasformazioni della società contemporanea, dopo il successo di 7 minuti, Stefano Massini affronta l’incontro-scontro culturale, sociale e religioso di una classe di bambini in una scuola di Les lzards, una banlieue nella periferia di Tolosa. Michele Placido dirige qui Fabrizio Bentivoglio – artista di rara intensità e sensibilità che ha già collaborato con il regista nei suoi film “Un eroe borghese” e “Del perduto amore” – nei panni del professor Ardeche. Disilluso, cinico, spietato osservatore e lucido polemista, l’insegnate di lettere riceve per un’ora a settimana un’umanità assortita di madri e padri, un’incalzante mosaico di brevi colloqui.

 

26 dicembre
Humanoptère
direttore artistico Clément Dazin
giocolieri Jonathan Bou, Martin Cerf, Clément Dazin, Thomas Hoeltzel, Bogdan Illouz, Minh Tam Kaplan e Martin Schwietzke
Compagnie La Main de l’Homme

FUORI ABBONAMENTO

Nella sua nuova creazione, Humanoptère, il giocoliere Clément Dazin indaga il concetto di lavoro attraverso le tecniche circensi. Dazin si ispira al mito di Sisifo per caratterizzare l’assurdità del movimento che si ripete, mentre sette giocolieri eseguono con le palline una coreografia virtuosistica. Fra ripetizioni alienanti, precisione ritmica e rumori di corridoio d’ufficio che si insinuano nella pièce, Dazin dà vita a una riflessione allegorica sul mondo del lavoro che cambia.

 

17 – 20 gennaio
Giulio Cesare
di William Shakespeare
traduzione Sergio Perosa
adattamento e regia Àlex Rigola
con Michele Riondino
e con Maria Grazia Mandruzzato, Stefano Scandaletti, Michele Maccagno, Silvia Costa, Margherita Mannino, Eleonora Panizzo, Pietro Quadrino, Riccardo Gamba, Raquel Gualtero, Beatrice Fedi, Andrea Fagarazzi

produzione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale

PROSA 12 turni 1, 2, 3
INVITO A TEATRO turno A

La prima regia italiana firmata dallo spagnolo Àlex Rigola, nome di spicco della scena europea e direttore della sezione teatro alla Biennale di Venezia dal 2010 al 2016. Una versione contemporanea di “Giulio Cesare” di Shakespeare, un testo epico e appassionante, che racconta, in un clima di ininterrotto conflitto, il fascino sinistro del potere e pone una domanda molto attuale: che spazio ha l’etica in politica? Nel ruolo di Giulio Cesare l’attrice Maria Grazia Mandruzzato, che con le altre donne in ruoli maschili ribalta le regole elisabettiane; Marco Antonio è Michele Riondino, artista di talento che si muove tra teatro, cinema d’autore e televisione.

 

31 gennaio – 4 febbraio 
La classe operaia va in paradiso
dall’omonimo film di Elio Petri (sceneggiatura Elio Petri e Ugo Pirro)
drammaturgia Paolo Di Paolo
regia CLAUDIO LONGHI
con Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia (resto del cast in via di definizione)

Prima assoluta

PROSA 12 turni 1, 2, 3, 4
INVITO A TEATRO turni A, B, C, D
INSIEME A TEATRO

Alla sua uscita nel 1971, La classe operaia va in paradiso di Elio Petri innescò un duro dibattito nella sinistra, mettendone in discussione la capacità di rappresentare il proletariato. Costruito a partire dai materiali di sceneggiatura di Petri e Pirro lo spettacolo parte dallo sguardo eterodosso e straniante del film di Petri per provare a riflettere sulla recente storia del nostro Paese.

 

8 – 11 febbraio 
Il giorno di un Dio
testo e regia CESARE LIEVI
cast in via di definizione

PROSA 12 turni 1, 2, 3, 4
INVITO A TEATRO turni A, B, C, D
INSIEME A TEATRO

Cosa rimane nella nostra vita quotidiana di un evento storico di fondamentale importanza per l’Europa come la pubblicazione delle “95 tesi” contro le indulgenze papali, da parte di Martin Lutero? In che modo queste domande hanno influito nel nostro modo di pensare e vivere l’esistenza? Cesare Lievi, regista colto e raffinato, che negli anni ha diretto numerose produzioni per Emilia Romagna Teatro, torna a lavorare con il Teatro Nazionale e lo fa con un progetto ambizioso in cui dirige un cast di attori italiani e tedeschi.

 

15 – 18 febbraio
Medea
di Euripide
traduzione Umberto Albini
regia di Luca Ronconi ripresa da Daniele Salvo
con Franco Branciaroli
e Alfonso Veneroso, Antonio Zanoletti, Tommaso Cardarelli, Livio Remuzzi, Elena Polic Greco, Elisabella Scarano, Serena Mattace Raso, Arianna Di Stefano, Francesca Mària, Odette Piscitelli e Alessandra Salamida, Raffaele Bisegna e Matteo Bisegna
produzione CTB, Teatro de gli Incamminati, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

PROSA 12 turni 1, 3
INVITO A TEATRO turni A, B, D

Franco Branciaroli riallestisce uno spettacolo di cui fu protagonista e che divenne un evento per il teatro italiano: la Medea diretta da Luca Ronconi, che nel 1996 debuttò al Teatro Donizetti di Bergamo. Medea torna dunque in scena grazie ad uno degli artisti che ha lavorato con Ronconi più a lungo e con maggiore vicinanza. Una sfida importante, una produzione coraggiosa, che vede in scena 14 attori, diretti da Daniele Salvo che riprende la regia del grande regista scomparso nel 2015.

 

23 – 24 febbraio
Copenaghen
di Michael Frayn
regia MAURO AVOGADRO
con Umberto Orsini, Massimo Popolizio
e con Giuliana Lojodice
produzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma – Teatro Nazionale

PROSA 12 turni 2, 3
INVITO A TEATRO turni B, C

A diciotto anni dalla sua prima rappresentazione torna in scena uno spettacolo diventato ormai un classico del teatro contemporaneo grazie a tre interpreti straordinari, Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice. In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono Niels Bohr, sua moglie Margrethe e Werner Heisenberg. Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Un appassionante groviglio in cui i piani temporali si sovrappongono e in cui niente è assoluto ma tutto è umano.

 

1 – 4 marzo
Mr. Pùntila e il suo servo Matti
di Bertolt Brecht
regia e scene Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
con Ferdinando Bruni, Luciano Scarpa, Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Corinna Agustoni, Luca Toracca, Umberto Petranca, Nicola Stravalaci, Matteo De Mojana, Francesca Turrini, Francesco Baldi, Carolina Cametti
produzione Teatro dell’Elfo

PROSA 12 turni 1, 2, 4
INVITO A TEATRO turni A, C
INSIEME A TEATRO

A sessant’anni dalla morte di Brecht, il Teatro dell’Elfo di Milano mette in scena una delle migliori opere del grande drammaturgo tedesco, una sorta di variante di “Dottor Jekyll e Mister Hyde”, e per altri versi di “Luci della città” di Chaplin, sua probabile fonte di ispirazione. Il ricco possidente Pùntila è infatti un personaggio a due volti: da sobrio è un tiranno che sfrutta i suoi operai, quando è ubriaco diventa invece amico di tutti. Una riflessione sulla compresenza del bene e del male nell’animo umano, un’allegoria del capitalismo dove Karl Marx incontra suo fratello Groucho.

 

15 – 18 marzo
Il giocatore
da Fëdor Dostoevskij
adattamento Vitaliano Trevisan
regia GABRIELE RUSSO
con Daniele Russo, Marcello Romolo, Camilla Semino Favro
coproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Stabile di Catania

PROSA 12 turni 1, 2, 3, 4
INVITO A TEATRO turni A, B, D

Gabriele Russo sceglie l’originale adattamento di Vitaliano Trevisan per mettere in scena Il giocatore, ispirato all’omonima opera di Fëdor Dostoevskij e alla sua biografia. Un allestimento in costante bilico tra dramma e commedia, in cui un cast affiatato trascina il pubblico in una spirale fatta di gioco d’azzardo, passioni e compulsioni, che porta dritti in quel (non)luogo dove il desiderio si trasforma in ossessione e non si limita più a governare i protagonisti, ma finisce per soggiogarli.

 

12 – 15 aprile
Antigone
di Sofocle
traduzione Simone Beta
drammaturgia Sandro Lombardi e Federico Tiezzi
regia FEDERICO TIEZZI
con Sandro Lombardi
produzione Teatro di Roma

PROSA 12 turni 1,3
INVITO A TEATRO turni B, D

A tredici anni di distanza dall’Antigone di Sofocle di Bertolt Brecht, coprodotta, fra gli altri, da Emilia Romagna Teatro, Federico Tiezzi e Sandro Lombardi tornano a confrontarsi con Antigone, uno dei massimi capolavori della cultura ateniese, oggetto di innumerevoli allestimenti. I valori della legge naturale contro quella degli uomini, valori religiosi contro quelli d’ordine pubblico: una vicenda tanto lineare quanto capace di innescare sempre nuovi quesiti cui è impossibile dare una risposta univoca.

 

19 aprile 
Dieci storie proprio così
da un’idea di Giulia Minoli
drammaturgia Emanuela Giordano e Giulia Minoli
regia EMANUELA GIORDANO

FUORI ABBONAMENTO

Dieci storie proprio così è una “ragionata” provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire.
Lo spettacolo racconta di vittime conosciute e sconosciute della criminalità organizzata, storie di impegno civile e riscatto sociale, responsabilità individuali e collettive, connivenze istituzionali e taciti consensi.
Dieci storie proprio così debutta nel 2012 al Teatro di San Carlo di Napoli, da allora la scrittura di scena ha seguito passo passo l’evoluzione di un approfondimento narrativo che ha coinvolto tutta l’Italia.

 

5 – 6 maggio
Ifigenia liberata
ispirato ai testi di Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, Antico e Nuovo Testamento, Friedrich Nietzsche, René Girard, Giuseppe Fornari
progetto e drammaturgia di Angela Demattè e Carmelo Rifici
regia di CARMELO RIFICI
con (in ordine alfabetico) Caterina Carpio, Giovanni Crippa, Zeno Gabaglio, Vincenzo Giordano, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Igor Horvat, Francesca Porrini, Edoardo Ribatto, Giorgia Senesi, Anahì Traversi
produzione LuganoInScena

PROSA 12 turno 4
INVITO A TEATRO turni C, D
INSIEME A TEATRO

Dopo aver affrontato con originalità nella stagione scorsa Purgatorio, Carmelo Rifici, regista e direttore della Scuola del Piccolo Teatro, sceglie un affondo nel mito. Ifigenia è solo l’inizio dell’indagine che Rifici propone allo spettatore, chiamando Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, René Girard, Antico e Nuovo Testamento a fornire storie e riflessioni sulla vera protagonista del lavoro: la violenza dell’uomo come realtà inestirpabile e mistero senza fine. Con Ifigenia liberata, prosegue la fertile e felice collaborazione tra Rifici e la giovane drammaturga Angela Demattè.

 

21 – 22 maggio
GOLD

coreografia e luci EMANUEL GAT
per cinque danzatori
musica J.S.Bach, Goldberg Variations piano Glenn Gould
e “The Quiet in The Land”, scritto da Glenn Gould
SACRE
Riadattamento del 2015
musica I. Stravinsky, La sagra della primavera
coreografia, luci e costumi EMANUEL GAT
per cinque danzatori
EMANUEL GAT DANCE

FUORI ABBONAMENTO

Coreografo e danzatore israeliano di fama internazionale, Emanuel Gat presenta a Modena due creazioni GOLD e SACRE. Sulle note di “Goldberg Variations” di J. S. Bach e “The Quiet in the land”, un documentario radiofonico che Glenn Gould creò nel 1977, GOLD indaga le forme di organizzazione e articolazione del pensiero umano attraverso la coreografia, intesa come mezzo per esplorare le dinamiche complesse delle relazioni umane. SACRE è un riallestimento dell’opera che lo stesso Emanuel Gat creò nel 2004 per la partitura eponima di Stravinsky. La pièce smonta le meccaniche della salsa cubana e le riassembla dando vita a una coreografia complessa e dal forte carico drammaturgico.

 

TEATRO DELLE PASSIONI

3 – 8 ottobre 
La tartaruga
di Luigi Pirandello
regia LEVAN TSULADZE
con Giulia Cailotto, Giusto Cucchiarini, Roberta De Stefano, Giovanni Franzoni, Michele Mariniello, Massimo Scola

PROSA 12 turno 1
INVITO A TEATRO turno D
INSIEME A TEATRO

Con Memorie di un pazzo di Nikolai Gogol’, Levan Tsuladze è stato la rivelazione della Stagione 2015/2016. L’autore con cui il regista georgiano – direttore del Marjanishvili Kote State Drama Theatre di Tbilisi – qui si confronta è Luigi Pirandello, non il Pirandello drammaturgo bensì quello narratore di cui adatta per la scena La tartaruga. È proprio il lento animale la scintilla che accende il brillante progetto registico di Tsuladze e che coinvolge in un vortice di disavventure il protagonista della novella, Mister Myshkow.

 

26 – 29 ottobre 
Totò e Vicè
di Franco Scaldati
regia e interpretazione ENZO VETRANO STEFANO RANDISI

PROSA 12 turno 2
INVITO A TEATRO turno B

Di questo straordinario spettacolo, Rodolfo Di Giammarco ha scritto su la Repubblica: «Il teatro, il vero teatro, il teatro che ti toglie il fiato con un nulla, il teatro che ti sfugge di mano e intanto però ti insegna il mistero dell’amore, il teatro che ti sembra logoro ed effimero e che al contrario ti riempie l’anima fino alla commozione più grata. Questo teatro l’abbiamo conosciuto come un miraggio in una notte in cui sono spuntati Enzo Vetrano e Stefano Randisi a dire con disorientata bellezza le battute umanissime di Totò e Vicé

 

31 ottobre – 5 novembre 
Il cielo non è un fondale
di Daria Deflorian, Antonio Tagliarini
con Francesco AlbericiDaria DeflorianMonica DemuruAntonio Tagliarini
Produzione Sardegna Teatro, Teatro Metastasio di Prato, Emilia Romagna Teatro Fondazione
Coproduzione A.D., Odéon – Théâtre de l’Europe, Festival d’Automne à Paris, Romaeuropa Festival, Théâtre Vidy-Lausanne, Sao Luiz – Teatro Municipal de Lisboa, Festival Terres de Paroles, théâtre Garonne, scène européenne – Toulouse
Sostegno Teatro di Roma
Collaborazione Laboratori Permanenti /Residenza Sansepolcro, Carrozzerie | n.o.t /Residenza Produttiva Roma, fivizzano 27 / nuova script ass. cult. Roma

PROSA 12 turno 1
INVITO A TEATRO turno C

Il duo Deflorian / Tagliarini porta in scena un dialogo possibile tra lo spazio della finzione e lo spazio esterno, il reale. Con il loro stile minimale, i quattro attori si muovono in una scena scarna, con un fondale nero, una scena in cui il cielo del titolo è evocato dalla narrazione affidata al dialogo. «Parliamo di precarietà e privilegi, di cadute, fallimenti, incidenti e paure». Una pièce che per Pasolini sarebbe stato un probabile esempio di ciò che intendeva per “Teatro di parola”.

 

7 – 19 novembre 
L’esecuzione
di Vittorio Franceschi
regia MARCO SCIACCALUGA
con Vittorio Franceschi e Laura Curino

PROSA 12 turni 2, 4

Vittorio Franceschi, attore, drammaturgo e regista dalla lunga e fortunata carriera, che ha militato in alcune delle più importanti Compagnie italiane della seconda metà del Novecento, è autore e interprete de L’esecuzione. Franceschi racconta l’oggi attraverso una metafora – l’attesa dell’esecuzione di un disertore – per rivelare un tormento interiore e un bisogno di riscatto che vive in ognuno di noi. In scena due personaggi: il condannato e la donna incaricata di accudirlo nell’ultimo giorno di vita.

 

21 novembre – 3 dicembre 
Fantasmi
adattamento e regia NANNI GARELLA
con gli attori di Arte e Salute

PROSA 12 turno 3
INVITO A TEATRO turno B

Opera incompiuta pubblicata da Pirandello nel 1931 su “La nuova antologia”, Fantasmi, è sostanzialmente il primo atto de “I giganti della montagna”. Nel testo non si parla mai dei giganti, si racconta soltanto la storia della Villa della Scalogna e dei suoi abitatori, Cotrone e gli Scalognati, persone che si sono rifugiate in questa villa per rinascervi, buttandosi alle spalle la loro vita vissuta fra le brutture della quotidianità. Gli Scalognati ricevono la visita di una compagnia girovaga di attori laceri, affamati e randagi che vagano per le montagne. La vicenda si risolve qui.

 

5 – 17 dicembre 
Allarmi!
ideazione Davide Sacco Agata Tomsic /ErosAntEros
testo Emanuele Aldrovandi
regia DAVIDE SACCO
con Maurizio Cardillo, Giusto Cucchiarini, Luca Mammoli, Massimo Scola, Agata Tomsic
ErosAntEros

Prosa 12 turno 4
Invito a teatro turno A

Il lavoro artistico di Davide Sacco e Agata Tomsic (in arte ErosAntEros), focalizzato sul ruolo dell’artista nella società contemporanea, incontra la penna di Emanuele Aldrovandi, uno fra i più brillanti nuovi drammaturghi italiani. Un gruppo di estremisti cerca di sovvertire il potere costituito con la violenza. Pungente e ironico, Allarmi! lascia libero lo spettatore di riflettere e decidere chi condannare o salvare, mentre i performer giocano con i piani del racconto, la finzione teatrale e i suoi retroscena.

 

13 – 28 gennaio 
Gioie e dolori nella vita delle giraffe
di Tiago Rodrigues
scene e regia TEODORO BONCI DEL BENE
con Carolina Cangini, Dany Greggio, Jacopo Trebbi
BIG ACTION MONEY

PROSA 12 turno 4
INVITO A TEATRO turno A

Lisbona e le sue strade. Per strada una bambina di nove anni cerca disperatamente di incontrare il primo ministro del Portogallo. Lo trova, e lo minaccia di morte. Big Action Money, compagnia teatrale fondata nel 2010 da Teodoro Bonci del Bene e che fin dalle sue origini sperimenta nuovi linguaggi visivi, tecnici e drammaturgici, affronta qui un testo di Tiago Rodrigues, direttore artistico del Teatro Nazionale D. Maria di Lisbona. Al centro il tema della sopravvivenza nel contesto urbano: la strada è il luogo in cui si materializzano paure ancestrali e illusioni, in forma di uomini.

 

3 febbraio
Il volo – La ballata dei picchettini
di Luigi Dadina, Laura Gambi e Tahar Lamri
narrazione Tahar Lamri e Luigi Dadina
basso e percussioni Francesco Giampaoli, Diego Pasini
rap Lanfranco-Moder-Vicari
coproduzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, Ravenna Festival
Teatro delle Albe

Due storie di cronaca hanno ispirato Luigi Dadina e Tahar Lamri per la creazione di questo spettacolo. Accompagnati da tre musicisti, l’attore romagnolo del Teatro delle Albe e lo scrittore algerino danno vita a una narrazione che procede per paesaggi sonori. Rap, blues, jazz e rock si intrecciano per ripercorre due storie di morti sul lavoro: Domenico Mazzotti nel marzo 1947, e la tragedia della Mecnavi del 1987 in cui morirono soffocati all’interno della nave Elisabetta Montanari tredici operai – picchettini.

 

6 – 7 febbraio
Rivelazione
Sette meditazioni intorno a Giorgione
regia SIMONE DERAI
drammaturgia Laura Curino, Simone Derai, Maria Grazia Tonon
video Simone Derai, Moreno Callegari
con Marco Menegoni
produzione Anagoor 2009
Anagoor

Rivelazione è il primo di tre spettacoli di Anagoor al Teatro delle Passioni. Fondata nel 2000 da Simone Derai e Paola Dallan, la compagnia è già stata insignita di prestigiosi riconoscimenti fra cui il Premio Hystrio alla regia a Simone Derai e il premio ANCT per l’innovativa ricerca teatrale. In Rivelazione Paola Dallan e Marco Menegoni raccontano, di fronte a due schermi, versi poetici e immagini delle opere di Giorgione, una delle figure più enigmatiche della storia dell’arte. Con la complicità drammaturgica di Laura Curino, si narra l’artista attraverso gli occhi di chi lo frequenta fin dall’infanzia.

 

8 – 9 febbraio
L’Italiano è ladro
di Pier Paolo Pasolini
voci Luca Altavilla, Marco Menegoni
regia Simone Derai
produzione Anagoor 2016
Anagoor

“L’Italiano è ladro” di Pier Paolo Pasolini è un poema plurilingue dalla marcata connotazione politica e sperimentale, un testimone rappresentativo della stagione poetica degli anni ’50, sia nel contesto dell’opera pasoliniana, sia in quello della storia politica, culturale e letteraria in cui essa si inserisce. In questo allestimento, Anagoor fa emergere la virulenza teatrale che pulsa sotto il verso poetico di Pasolini.

 

10 – 11 febbraio
Magnificat
di Alda Merini
voce Paola Dallan
regia Simone Derai
produzione Anagoor 2010
Anagoor

Come nasce una poesia? Di solito Alda Merini telefonava a Arnoldo Mondadori e quando diceva “Scrivi” lui poteva essere in qualsiasi situazione ma doveva trovare subito una penna, un foglio e scrivere. Lei non si fermava, la sua poesia nasce e finisce di getto. Magnificat è proprio questo, il flusso di una voce che sgorga dal nulla. Al centro la figura di Maria: Anagoor raccoglie l’immagine che Alda Merini, una delle voci più alte della poesia del nostro tempo, ci ha lasciato di Maria, una creatura di luce, carne, fragile, smarrita e perdutamente innamorata di Dio.

 

14 febbraio
Il contouring perfetto
I contorni ideali in cui vivere
regia FRANCESCA MERLI
con Zoe Pernici, Elena Boillat e Barbara Mattavelli
Domesticalchimia

Anita è una blogger che trascorre le sue giornate in compagnia dei suoi follower e di un’amica immaginaria. La sua quotidianità viene sconvolta dall’arrivo della ‘Signora’, figura misteriosa che le fa scoprire il ‘Complotto dei Rettiliani’, razza aliena di rettili umanoidi. In seguito a questo incontro, Anita perde progressivamente contatto con la realtà. Lo spettacolo indaga il problema dell’incomunicabilità, della solitudine e del disagio dei giovani.

 

17 febbraio
Slot Machine
di Marco Martinelli
ideazione Marco Martinelli, Ermanna Montanari
regia MARCO MARTINELLI
con Alessandro Argnani
produzione Teatro delle Albe / Ravenna Teatro
Teatro delle Albe

Slot Machine porta in scena la caduta vertiginosa di un giocatore, di un annegare nell’azzardo, dove ogni legame affettivo viene sacrificato. Marco Martinelli e Ermanna Montanari si interrogano sulla nostra natura attraverso il gioco, che può manifestarsi come la voragine dell’autodistruzione solitaria, oppure al contrario, come il senso più alto dello stare insieme. Il gioco si rivela strumento demonico o danza angelica, inferno o paradiso, perché va al fondo della nostra enigmatica natura.

 

21 – 25 febbraio
Più Giù
disegno, voce Stefano Ricci
collaborazione al progetto Danio Manfredini
contrabbasso Giacomo Piermatti
live eletronics Vincenzo Core

Di Stefano Ricci, disegnatore e artista grafico di fama internazionale, Quodlibet ha edito nel 2016 “Mia madre si chiama Loredana”, un libro in cui l’autore racconta sua madre attraverso parole e immagini. In Più Giù Stefano Ricci mette in scena il suo lavoro di artista visivo disegnando dal vivo, e contemporaneamente raccontando la madre Loredana, accompagnato dal contrabbasso di Giacomo Piermatti e i live electronics di Vincenzo Core. Il risultato è uno spettacolo di intensa emozione.

 

6 – 18 marzo 
Li buffoni
di Margherita Costa
regia NANNI GARELLA
con gli attori di Arte e Salute

PROSA 12 turni 1, 3

Nanni Garella prosegue il suo lavoro con gli attori di Arte e Salute e lo fa con una scelta coraggiosa e peculiare come quella di confrontarsi con la Commedia dell’Arte. Li buffoni è una commedia stralunata, strampalata, scritta nel ‘600 da Margherita Costa – cantante, attrice, scrittrice e cortigiana romana. È un canovaccio, recitato certamente all’improvviso, poi trascritto dall’autrice che si avvale di una trama scarna, arricchita dai virtuosismi degli attori, che creano un panorama di personaggi che la stessa Costa definì “buffi, storti, nani, gobbi, scimuniti”. Arte e Salute prenderà spunto da questo canovaccio dimenticato e ne trarrà una commedia “strana”, almeno quanto la nostra vita dei nostri giorni.

 

10 – 22 aprile 
1984
regia MATTHEW LENTON
basato sul libro di George Orwell

PROSA 12 turno 2
INVITO A TEATRO turno A
INSIEME A TEATRO

Matthew Lenton, pluripremiato regista britannico di cui alcuni ricorderanno il bel Interiors ospitato al Teatro Storchi nel 2011, torna a Modena per dirigere un cast di attori italiani in 1984. Direttore artistico e fondatore della compagnia Vanishing Point, già insegnante presso il Royal Conservatoire of Scotland, Matthew Lenton è il primo regista britannico ad aver lavorato all’Ecole des Maitres.

 

17 maggio – 1 giugno 
Work in progress
regia GIANINA CĂRBONARIU

Prima assoluta
PROSA 12 turni 3, 4

Gianina Cărbonariu porta in scena l’esito del corso di Alta Formazione di ERT. Regista e drammaturga rumena, Gianina Cărbonariu è la fondatrice del progetto “dramAcum” nato nel 2001 per promuovere la scena contemporanea rumena. I suoi lavori sono stati allestititi in diversi paesi fra cui Francia, Polonia, Turchia, Belgio, Grecia, Giappone, Repubblica Ceca, Slovenia, Danimarca, Germania, Ungheria e Austria. Negli ultimi quattro anni, il lavoro artistico della Cărbonariu si è focalizzato sugli eventi di cronaca della Romania, arrivando a creare un linguaggio teatrale al confine con quello documentaristico.